12 Luglio 2010

Non mi è venuto in mente nessun titolo che potesse suscitare interesse.

"Pensavo fosse finita lì - il bambino aveva accettato la sconfitta e voltato pagina - ma cinque minuti dopo lui mi ha fermato di nuovo chiedendomi se credevo in Dio.

<<No>> gli ho risposto.

<<Perché?>>

Ci ho riflettuto un attimo. <<Perché io ho i peli sulla schiena, e un sacco di gente, gente che uccide e ruba e semina dolore, non ce li ha. Se Dio esistesse, non permetterebbe una cosa del genere.>>"


David Sedaris - 'Quando siete inghiottiti dalle fiamme'

Tags: citazioni
 
25 Aprile 2010

 
24 Novembre 2009

forse è vero: sto crescendo.

                 

ma sul serio vi aspettavate un post serio e intelligente sul crescere e quant'altro? scritto da me?




no, dico, sul serio vi aspettavate una cosa del genere?

 
29 Luglio 2009

Ipse Dixit

"scusate, non so se lo ricordate, ma questa conversazione che ora verte sui principi fisici del cambio della bici di Guido era cominciata con l'intento di stabilire cosa fare nei prossimi 15 minuti della nostra giovane vita. circa 25 minuti fa."

quell'ipse sarei io, eh, non Pitagora. già, sto cominciando a parlare di me in terza persona. e in latino. inedita variante della schizofrenia portami via.
fa troppo caldo.

 
04 Giugno 2009

no, non vale la pena leggere questo post.

per cercare di dare un perchè a questo post farò un giro lungo, eccolo: le righe qui di seguito sono il tentativo di formulare una nuova modalità di pensiero partendo da una procedura algebrica, nello specifico, il sistema fra due o più equazioni. quella cosa dove su due righe diverse scrivi due equazioni con le incognite e poi di fianco fai una grande parentesi graffa e inizi a risolverle facendo sostituzioni. solo che al posto di numeri e lettere metterò due 'concetti'. non mi credete all'altezza? bene, almeno non sono il solo. dunque:
  
 (
  ) consumo ergo sum 
<
  ) 'moralità' è un eufemismo per 'invidia'
 (

bene, ora servirebbe un soggetto per la prossima frase. 'io' può andare bene. 'io' vivo un feroce complesso d'inferiorità verso tutti voi che portate orgogliosamente quegli occhiali, con quella montatura. perchè quegli occhiali, con quella montatura, testimoniano la vostra indubbia intelligenza, comunicano come voi, a differenza mia, non vi sareste mai fatti dubbi fra usare "quelli" o "quegli", perchè voi, che indossate quegli occhiali, con quella montatura, padroneggiate perfettamente la grammaticca italiana, e non solo quella. non ho dubbi riguardo il fatto che avete visto ogni film di Woody Allen, che sapete citarli con arguzia durante le vostre conversazioni sui massimi sistemi, scommetto che avete anche letto qualche libro su Allen, e che la sua vita non ha segreti per voi, così come la sua retorica e la sua tecnica; non mi stupirei se scoprissi che ci siete voi dietro gli pseudonimi che firmano le recensioni di quei film sui migliori siti italiani di cinema. quegli occhiali, con quella montatura vi danno l'aria di chi a casa conserva gelosamente uno o più vinili originali con le colonne sonore di qualcuno di quei film, e sono certo che esigete il silenzio quando Woody si lancia in un assolo di clarinetto. perchè, anche se non avete quei vinili, di sicuro apprezzate il jazz e ve lo potete permettere, visto che lo capite: conoscete anche la mixodylian scale e siete capaci di riconoscere i cambi di accordo dagli arpeggi, e dopo due battute riconoscete un tempo dispari. 'io' non ancora capito la mixolydian scale, e ho non pochi casini coi tempi dispari, ma è ovvio, nonchè giusto: 'io'  non porto mica quegli occhiali, con quella montatura.
ma no, no. sto sbagliando tutto. ennesima riprova della mia inferiorità, della mia mediocrità: Woody Allen non c'entra nulla. troppo americano, troppo mainstream, troppo hollywoodiano, troppo occidentale e capitalistico. il vostro vero modello è un altro, il vostro vero scopo è indubbiamente più nobile: con quegli occhiali, con quella montatura state omaggiando l'ingiustamente dimenticato Rodolfo Walsh. non ho dubbi. la vostra cultura è totale: sapete tutto di lui, del regime argentino degli anni 70, delle scuole di Chicago (quella economica e quella sociologica). lo conoscevate molto prima aver letto 'shock economy' di Naomy Klein (a differenza mia), ma avete comunque letto anche quello in nemmeno due settimane. in casa avete una copia di "operazione massacro" e lo pubblicizzate sul vostro visitatissimo blog, lanciandovi in appassionate arringhe atte a smontare il mito secondo cui fu Capote a inventarsi il new journalism. e vorrei tanto anche 'io' riuscire a procurarmi una copia di quell'opera rara, ma, ripeto, purtroppo sul mio ingombrante naso non calco un paio quegli occhiali, con quella montatura, e, quindi, non possiedo quelle possibilità, quella cultura. 
piccola notazione: durante questo inverno il mio complesso era all'apice: abbinare quegli occhiali, con quella montatura a quei cardigan monocromi vi rendeva ancora più colti, più intelligenti e più perfetti.
sono sicuro che leggiate almeno due giornali al giorno, che sappiate tutto di politica nazionale ed estera, che scegliate sempre voi il vino al ristorante e che non di rado avete rimandato indietro qualche bottiglia. vi tenete in forma, siete vegetariani, apprezzate l'arte contemporanea, il postmodernismo in ogni sua forma, leggete tonnellate di libri, ogni settimana sapete cosa vale la pena andare a vedere al cinema, vi spostate solo in bici, apprezzate il design, l'architettura e il giardinaggio, non guardate la tv, avete un canale su youtube, fate parte di 'esterni'. 
quegli occhiali, con quella montatura mi dicono questo e altro, schiacciandomi sotto il peso della mia mediocrità e di una miopia troppo lieve per rendere necessarie un paio di lenti. so della vostra superiorità, benchè me la celiate. si, è l'unica spiegazione che sono riuscito a trovare, perchè non riuscivo a spiegarmi per quale motivo, passandovi di fianco per caso, continuavo a sertirvi parlare di calcio, di figa, di borse, di auto, di vacanze e di tutto un cosmo immensamente più giù di quello cui quegli occhiali, con quella montatura vi rendono, ora, padroni indiscussi. così come non capivo perchè vi ritrovavo ubriachi nelle foto del 'Neon disco'. ignoro i motivi per i quali avete deciso di tenermi nascosta la vostra magnificenza, non sono in grado di comprendere una situazione simile. ero tentato di procurarmi un paio di quegli occhiali, con quella montatura e delle lenti fasulle, ma ho troppa stima di voi (e forse ancora a sufficienza di me) per fare un gesto del genere.
ecco, è tutto.
cos'è che avevo detto nel titolo? appunto, non lamentatevi.

ad ogni modo, questo non è il post serio che mi ero ripromesso di scrivere. quel post lo ha scritto Pieroit.

Tags: blablabla
 
20 Aprile 2009

Stan Lee non sa di cosa parla. O io non so di cosa parli Stan Lee.

prendiamolo come trailer di un post serio, controverso e complicato.




perchè m'illudo che a qualcuno interessi?
perchè questo riacceso interesse verso i fumetti Marvel?
quel congiuntivo è giusto?

 
05 Marzo 2009

due interrogativi ermeticamente emblematici della mia latente, personalissima, crisi:

1 _ perchè Vincent Gallo fa il modello/testimonial per H&M?


2 _ perchè me lo chiedo?



ed ora una vignettacitazione (si: è un neologismo, orrendo, ma pur sempre un neologismo) altrettanto ermeticamente emblematica:


 
15 Febbraio 2009

l'alba di una nuova era






                                       Io ho risolto il cubo di rubik






la fine del silenzio.

 
31 Ottobre 2008

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Galleria Vittorio Emanuele, Milano. Seduti su fogli di giornale, disposti in semicerchio su un pavimento umindo di pioggia e superficialità, tra Luis Vuitton, Prada e McDonald's, attenti, interessati, in forme e misure diverse, certo, ma indubbiamente presenti. Non c'era nessun obbligo di frequenza, nessuna notizia indispensabile per eventuali esami, nessun foglio per le firme; c'era la voglia di stare lì. Al centro, in piedi, il Prof. Colombo, titolo della lezione odierna "quelli che non hanno fatto il '68". Oggi niente microfono. Niente slide con collegamente ipertestuali in blu. Niente aula. Lì. Per terra. Tra Luis Vuitton, Prada e McDonald's. Lì, in mezzo a tutto il resto, in mezzo a tutto ciò che non c'entrava, c'era la lezione, c'era il Prof. Colombo, c'eravamo noi. C'era quest'uomo che raccontava la sua generazione, leggendo da un suo libro messo in insieme tramite un serie di chiacchierate con suoi coetanei, magari davanti ad un caffè, per ricordarsi cos'era stata la loro giovinezza. Un racconto fatto di simboli, di episodi di cronaca eclatanti, di riforme scolastiche, di scene di film, dai quali emergeva un senso comune, una sensazione collettivamente condivisa di come funzionasse il mondo in quegli anni, di come funzionassero loro in quegli anni. Leggeva ad alta voce di questo bagaglio comune, e in molti si sono fermati, suoi coetanei, rinunciando a fare quel che dovevano, ad andare dove erano diretti, accettando di ritardare per stare in piedi dietro di noi ad ascoltare, a ricordare, a commuoversi, a ridere. Tutti loro sono andati a congratularsi a lezione finita, dopo gli applausi. Lezione che non sarà retribuita: era parte del tmpo libero del Prof., ha deciso di impiegarlo così. E gliene sono davvero grato.
La lezione termina, iniziamo a sparpagliarci: quell'aria prima nostra, riempita da un lezione, ora si ripopola dell'andirivieni di turisti, camerieri, gente elegante, ragazzini. Tra Luis Vitton, Prada e McDonald's. Mi si ripalesa davanti Milano, della quale ero riuscito a dimenticarmi per un pò, trasformatasi com'era in un rumore di fondo sotto la voce e le parole del Prof. Ed è sempre la stessa insensata città. E di nuovo, con più forza, torna ad attanagliarmi la domanda che da tempo, ormai, sa gettarmi nello sconforto:
"cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero?"

 
10 Ottobre 2008

"ok guys,this is a new song,it's called 'Italia number 1'"

o "di come ho perso quel poco di voce che mi restava urlando come un ossesso sulle note iniziali di Betting on the bull in the heather"

per l'occasione ho fatto ben due video:




 
21 Settembre 2008

Si: purtroppo è finita.








              p.s.: non pensavo si potesse fare la slide up sul violino.

 
30 Maggio 2008

La potenza di una frazione

                      Informatica Generale: 28/30

Tags: todd
 
25 Maggio 2008

"Non v'è sogno senza risveglio"

Giardini di Mirò vs Il Fuoco


(video coming soon, assieme a quello dei Battles)



piano portato a termine: tre concerti in tre serate:
 22/5 - Does it offend you, yeah?
 23/5 - Afterhours
 24/5 - Giardini di Mirò
quest'ultimo non era propriamente un concerto.
era un esperienza sovranaturale. immensa. sconfinata. unica.


storica la stretta di mignolo con Jucca (causa suo pollice macchiato di cioccolato). ero emozionato come un bambino.

 
24 Maggio 2008

senza parole

 



non ho davvero parole per spiegare e raccontare questo concerto.
so solo che ciò a cui ho assistito (per mia fortuna ache da una distanza molto minore rispetto a quella che ho tenuto durante la ripresa di questi due primi brani) ha avuto dell'incredibile.
imprevedibili. geniali.
basta. non ci riesco. non riesco a spiegarlo.



per saperne di più date un occhiata alla gallery.
io ho 200gr di pasta panna & pancetta, appena mangiati, da digerire al momento.

 

 
23 Maggio 2008

Does It Offend You, Yeah?

credo sia curioso il modo in cui sono venuto a conoscenza di questo gruppo: mezzo minuto di un loro video beccato casualmente sulla rotazione notturna di videoclip di non ricordo quale tra le due "tv della musica" nazionali, durante uno dei recenti attacchi d'insonnia; un sms di mio fratello che riporto testualmente: <<Comincia a sentire i "does it offend you, yeah?". Sn carini>> (se si trattasse di un ordine, una minaccia o di un segno del destino lo lascio stabilire a voi). ad ogni modo il gruppo mi convince.
scopro che la data del loro concerto coincide con quello dei (da me adorati) Genghis Tron, concerto che però si sarebbe tenuto in quell'accidenti di locale sperduto dopo Linate. uso il condizionale perchè tale concerto è stato annullato proprio (ormai) ieri mattina. e questo ha eliminato l'annosa scelta tra "un gruppo assolutamente si ma in locale in culo alla luna" e "un gruppo che non mi dispiace e conosco poco ma in un posto più accessibile". ma anche quest'ultimo concetto di "accessibile" non ha retto molto. ma andiamo con ordine.

prima dei DIOYY? si esibiva un gruppo che musicava in diretta un mediometraggio animato fatto da loro stessi. ma hanno sforato un tantino i tempi. si inizia a preparare il palco per i DIOYY? ma sin da subito saltano fuori problemi tecnici. ad un certo punto sono finiti a dover leggere il manuale d'istruzioni della loro tasiera. poi hanno iniziato a parlare di qualche apparecchiatura che gli era stata rubata. alla fine con un ritardo di più di un ora rispetto al programma iniziano a suonare:




gli ultimi poghicui ho preso parte recentemente mi hanno dato l'occasione per osservare una serie di azioni che una persona sana di mente non dovrebbe mai fare in un pogo, per la salvaguardia della sua incolumità e di quella di chi lo circonda. eccone una lista provvisoria:
- fumare
- bere, specialmente da bottiglie di vetro
- limonare
- portare una borsetta
- tentare di parlare al telefono
- dare di corpo
(non sono invece ancora del tutto sicuro che anche nel pogo valga la "regola della linea")

concerto finito. tardi. molto. inizio ad incamminarmi verso una fermata del 29 e scopro che l'ultimo è già passato da almeno 5 minuti. provo col 2: idem. mi avvio verso il Duomo sperando nella linea sostitutiva della metro. sulla strada vengo chiamato da un gnomo (perchè un tipo paffuto, alto meno di un metro e 60, incappucciato, che fa capolino da una porticina minuscola con fare furtivo, alle 2 di notte, nonostante la pelle scura e i connotati sudamericani, per me è uno gnomo: soprattutto perchè ero assolutamente sobrio) che mi mostra le sue nude natiche. scuoto la testa e passo oltre rimproverandomi "così impari a perdere il tram". dopo un paio di passi il dubbio mi assale: mi stava schernendo o si stava prostituendo? evito di rispondermi. troppo tardi anche per la sostitutiva della metro. piedi o un borghesissimo taxi? sono umano. mi ammalo. ho avuto la febbre fino a due giorni fa. fa caldo. sono sudato. ed è un botto di strada. a piedi. sono umano. cedo.
ho fatto girare l'economia.







p.s.: continuo a scrivere post mediocri. non so perchè.

 
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